I giochi che faceva mio nonno quando era ragazzo
La Persona che ho intervistato si chiama Guldo e non un mostro dei Dragonball ma un super nonno. E' nato nel 1941 e ha 67 anni.
Oggi sono andata a casa dei miei nonni e visto che per italiano dovevo
descrivere i giochi con cui si divertivano i nostri nonni quando erano ragazzi , ho
pensato che quello fosse il luogo giusto per avere notizie.
Alla mia richiesta di una intervista, il nonno sembrato subito disponibile.
Ero molto curiosa di sapere che tipo di giochi facesse e gli ho chiesto di raccontarmi tutto nei minimi particolari e cos ha fatto.
La cosa che desideravano di pi sia i ragazzi che le ragazze era la bicicletta ed anche ora, pi o meno, la stessa cosa, io non ci vado matta solo perch in giro c' troppo traffico.
Giocavano poi a tappini, una specie di gioco con le biglie: chi tirava pi lontano vinceva.
Un altro divertimento era la campana: dopo aver lanciato un sasso zoppicavano sulla tabella delle caselle di numeri disegnati per terra. Questo gioco lo facevo anch io alla scuola elementare.
I giochi che a me piacciono di pi fra quelli che faceva mio nonno sono: l'hula-hop, saltare la corda e nascondino. Tutte queste attivit le facevano quando erano in compagnia, all'aria aperta, ma quando mio nonno era da solo cosa faceva?
Costruiva degli archi o fucili con delle canne, faceva pupazzi con la cenere usata da sua mamma per il bucato (poltiglia di cenere che veniva usata tipo argilla), giocava con il lego, come ora , ma di legno e usava modellini di aeroplani o barchette.
Aveva, poi, una gallina fatta di residui di celluloide , quella delle pellicole dei vecchi film ,che aveva un buco in mezzo alle zampe dove, mettendoci delle palline, era come se facesse l'uovo.
Il suo babbo, il mio bis nonno , gli aveva costruito un monopattino di legno, le ruote non erano di plastica ma fatte con una ruzzola di legno ricoperta da un cavo elettrico.
Visto che la casa dove abitava quando era ragazzino era molto grande e al piano terra c'era un'enorme cantina con le travi, il nonno ad una aveva attaccato una corda per arrampicarsi e giocare quando fuori pioveva.
Nel giardino, invece, c'erano delle grandi fiasche dove faceva galleggiare le sue barchette.
A sorpresa mio nonno mi ha portato in camera e mi ha fatto vedere i giocattoli che gli sono rimasti: una pistola ad aria che sparava bucce di patate, animali di legno, una lambretta di latta e il primo suo album di figurine degli animali.
Per dirla tutta, il primo album della Panini.
Dopo avermi parlato dei suoi giochi, ero sbalordita, ho capito che i nostri nonni si divertivano anche senza i videogiochi, forse pi di noi.
Dal suo racconto sembra che oltre a non esistere la tecnologia non esistesse neppure la noia.